L'échoppe de Thibaud
Jackpot O. D. Jennings, Chicago, dopo il 1925
Jackpot O. D. Jennings, Chicago, dopo il 1925
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Slot machine meccanica a tre rulli, prodotta da O. D. Jennings & Company (Chicago). I brevetti incisi sulla parte superiore — 17 gennaio 1922 e 24 novembre 1925 — datano l’apparecchio al più presto alla fine del 1925, probabilmente alla seconda metà degli anni Venti. Il gettoniera è impostata per una moneta da 1 franco francese: versione destinata ai caffè e ai bistrot europei.
Lo stile mescola due mondi. Il meccanismo è americano (rulli, leva, jackpot visibile, tabella delle vincite). La facciata, invece, è molto «Belle Époque / Art Nouveau»: ghisa granita, motivi floreali, due arlecchini colorati, losanga rossa con la «J» di Jennings. È tipico delle macchine esportate o decorate per il gusto francese, molto più decorative delle Jennings «Chief» vendute negli Stati Uniti.
La storia delle caramelle «Bell Fruit Gum»
Sulla tabella delle vincite si legge A BELL FRUIT GUM. Non è un caso: è il travestimento legale dei primi jackpot.
Verso il 1910, negli Stati Uniti, le slot machine sono spesso vietate come giochi d’azzardo. Mills Novelty aggira la legge presentandole come distributori di chewing-gum. I simboli dei rulli diventano frutti — ciliegia, limone, prugna, arancia — che dovrebbero corrispondere ai gusti del chewing-gum Bell-Fruit-Gum. In caso di «vincita», la macchina eroga gettoni o moneta… ufficialmente in cambio di un dolciume.
Jennings, ex dipendente della Mills, riprende questo sistema. I frutti restano, e anche il nome Bell Fruit Gum, anche quando ormai nessuno crede più veramente che si stia acquistando una caramella. In Francia, lo stesso vocabolario è utilizzato ancora negli anni 1920–1930, fino al divieto delle slot machine nel 1937.
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